Discography

TARANTA TERAPY - TERRA K’ABALLA (© 2009 VOLTA LA CARTA) - DAL 20 LUGLIO 2009 NEI MIGLIORI NEGOZI DI MUSICA
Gli ingredienti ci sono tutti, e sono dei migliori: una patchanka etnica, il folk, tutti i colori del dialetto, qualche foglia di reggae giamaicano e una buona dose di funk. Poi, ovviamente, tanta energia: quella che fin dal 2001 i Taranta Terapy, straordinario ensemble di musicisti calabresi, dispensano sui palchi di tutto il Sud Italia e nei migliori festival estivi dello Stivale. Da Arezzo Wave a Rock Targato Italia (in entrambi casi finalisti per il Sud), passando per il celebre Invasioni Festival di Cosenza, il MEI Sud e lo Zion Village di Livorno, fino al consueto appuntamento con il Radici Festival di Viggianello: è qui che nel 2008 all’esplosiva band cosentina è spettato il primo premio per il Radici Contest, e la realizzazione di questo album, che dalla sfera live dei Taranta Terapy prende i migliori suoni e tutta la carica energetica. Nasce così Terra k’aballa, terzo capitolo - dedicato alla terra - di una tetralogia cominciata nel 2005 ed ispirata ai quattro elementi fondanti del Meridione e di tutti i Sud del mondo: il vento, il mare, la terra, il fuoco. In questo nuovo album trovano spazio dodici brani di pura fantasia e spirito creativo, realizzati grazie al contributo di ospiti illustri come Daniele Sepe e Cesko degli Apres la Classe, e confezionati con la cura e la magia che si riserva ai più antichi e miracolosi intrugli. Una pozione di pura energia, per le menti di un Sud finalmente positivo. Un album che dalla tradizione e della taranta prende, se non i suoni (ormai navigati a fondo dai musicisti più illustri) di sicuro il calore del sole, la potenza del ballo e la pulsione genuina della propria terra, elementi indispensabili per riprendere un cammino da troppo tempo interrotto. Tutto questo è Terra k’aballa, una miscela esplosiva di suoni, da maneggiare con cura, ascoltare con dedizione e poi, naturalmente, ballare fino allo sfinimento. La giusta cura per il Sud? Da oggi c’è, e si chiama Taranta Terapy.

MaediterraneaMente - T2 production (2007)
"U mari" è il protagonista di questo secondo lavoro dei calabresi Taranta Terapy che tornano a distanza di quasi due anni dal precedente "Odissea nella terra del vento" per proporre ancora musica popolare contaminata. Il mare esaltato nella particolare e moderna cover di "Cu'mmè" di Enzo Gragnaniello, così come ne "La leggenda di Colapisci" che è l'emblema di tutto ciò. Qui Vladimir si cala nei panni del cantastorie Otello Profazio che narra la leggenda più suggestiva di tutto l'immaginario siciliano. Ambientata a Messina, parla di un ragazzo, Cola, innamorato del mare, che nuota come un pesce ma un giorno si butta nelle acque e non risale più (secondo la leggenda, aveva visto che la Sicilia posava su 3 colonne delle quali una corrosa, ed aveva deciso di restare sott'acqua, per sorreggerla ed evitare che l'isola sprofondasse). E l'ultima traccia, il rifacimento di "E cantava le canzoni" di Rino Gaetano. Anche qui è presente il mare ("E cantava le canzoni che sentiva sempre a lu mari"). E se prima era l'elettronica a predominare ed a incastrarsi con le sonorità etniche, ora le origini della musica popolare si innestano anche al rock, al funk, alla rumba e al tango. Suoni mediterranei nei quali si trovano i contributi di artisti salentini (Crifiù) e partenopei (Black Era) a sottolineare l'importanza dello scambio di esperienze umane e della sinergia tra culture ricche di storia e vissuti diversi. Chi ha avuto già modo di apprezzare il precedente lavoro, troverà in "MaediterraneaMente" un naturale seguito, la continuazione di una saga in cui il mare viene cantato con passione dalle due affascinanti voci di Vladimir e Annalisa.

Odissea nella terra del vento - T2 production / Mania Records / Fast Lap Records (2005)
Musica popolare raccontata in chiave moderna, che si proietta avanti e che abbraccia sonorità elettroniche ed ambientazioni dub. Il calore e il colore della terra, delle radici e delle tarantelle calabresi, i ritmi infuocati delle tarante che si innestano armoniosamente a note digitali senza creare imbarazzi tra tempi distanti tra di loro. La poesia delle liriche, la memoria degli anni passati, le intense movenze degli strumenti e delle voci, la passione ardente del dialetto, le ninnananne, la terra che trasuda di tradizioni vive e forti, i pifferi nostalgici e le percussioni, i canti carichi di pathos si alternano agli scroscianti e serrati battiti di jungle o agli ondulanti e soffici suoni computerizzati. Il folclore e i rimandi alle radici cullati dall'elettronica. Una miscela seducente nella quale tanti sono i momenti speciali: "Fuacu", "Cumu nu curtiaddru", "Torna mari", "Fammi vulari", dove sonorità e voci dipingono un affresco ripieno di sentimenti e di ricordi. Alcune tracce sono più fluide e sinuose, punzecchiate qua e là da macchine digitali, frasi rappate e inebriate da voci leggiadre ed intense, una maschile e una femminile. Per finire una malinconica ballata elettrificata. "Odissea nella terra del vento" è ispirato al poema omerico dove Ulisse diventa pretesto per raccontare la vita di un calabrese in una terra bella ma amara. Sentimento, passione, emozioni.







